“Io Sono il Teatro. Arnoldo Foà raccontato da Foà” da Terra 3DNews del 6 Novembre 2011

“Io Sono il Teatro. Arnoldo Foà raccontato da Foà” da Terra 3DNews del 6 Novembre 2011

Io Sono il Teatro non è un titolo un po’ troppo referenziale?” è stata la domanda più ricorrente che i giornalisti hanno rivolto ad Arnoldo Foà dopo la proiezione del film-documentario di Cosimo Damiano Damato Io Sono il Teatro. Arnoldo Foà raccontato da Foà presentato al Festival Internazionale del film di Roma nell’ambito della sezione OFF DOC. Foà attore, regista e commediografo tra i più importanti in Italia, pittore, scultore, giornalista e scrittore, all’età di 95 anni si è raccontato attraverso questo film: cinquantaquattro minuti di montaggio dove l’artista, intervistato a casa sua dal regista, esprime la sua concezione della carriera (“non c’è cosa più triste che fare della tua vita una carriera perché vuol dire che non sei tu”), dell’attore (“non c’è differenza tra la vita e il palcoscenico”), del teatro (“il teatro non è cambiato, non potrà mai essere distrutto”), della cultura (“è il godimento della vita”), dei giovani (“ci deve essere voglia di farcela”) e dell’amore (“è tragedia e completezza”). Le sue parole sono inframmezzate da momenti di suoi spettacoli, da Pirandello a Baricco, e di sue celebri dizioni di poesia, da Dante a Neruda. Ci sono anche immagini inedite, tra cui il suo ritorno a Ferrara per un omaggio a lui tributato. È proprio nella città emiliana che Foà nasce nel 1916 da una famiglia di origine ebraica e un ricordo importante va anche al 1938, anno in cui fu costretto ad abbandonare il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, proprio perché ebreo: “Sono stato buttato fuori per la razza”. Per diversi anni lavorerà come attore sotto falso nome, e solo dalla fine della guerra diventerà Arnoldo Foà, uno dei protagonisti del teatro italiano del ‘900. E lui, ironicamente, nel film e durante la conferenza non ha mai perso occasione per sottolineare la sua bravura e quanto i suo colleghi dovessero ogni volta farci i conti. Il sarcasmo conservato, la senilità, e la consapevolezza dell’età da parte dell’artista sono stati gli aspetti più interessanti emersi dal film-documentario che, nell’insieme, però mancava di raccordo ed è risultato un po’ scollegato.

“Ma quale è stato il giudizio di Foà sul documentario?” è stata l’altra ricorrente curiosità dei giornalisti a fine della proiezione, ai quali l’artista ha confessato con la sua consueta ironia “Mi sono annoiato perché sapevo già tutto di Arnoldo Foà”. In tutto il film ha parlato di sé chiamandosi sempre per nome e cognome e mai utilizzando il pronome io: “Perché tutti mi conoscono così” mi ha risposto quando gli ho chiesto perché.

Il film-documentario è stato prodotto da Marcello Corvino (Promo Music) con la collaborazione di Cinecittà Istituto Luce ed è in progetto l’uscita di un cofanetto Libro+Dvd nella collana eyebook sempre per la Corvino Meda Editore. A proposito di questa produzione Corvino ha detto “Provo orgoglio e contemporaneamente triste disagio nell’essere un imprenditore privato che ha fatto un omaggio ad un grande artista che con la sua visione del mondo ha contribuito alla cultura del presente, quando per esempio avrebbe potuto farlo la Rai”.

da Terra 3DNews del 6 Novembre 2011

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