Dalle imprenditrici alle ministre, dalle produttrici alle attrici e registe, dalle giornaliste alle chirurghe, alle sportive, le donne sono sempre più presenti e competitive nel campo lavorativo. Anche in quei lavori, un tempo, tradizionalmente terreno indiscusso degli uomini. Ma è proprio vero che le cosiddette donne in carriera devono necessariamente rinunciare alla propria femminilità, sacrificare e trascurare il ruolo di madri, mogli, <angeli> del focolare? Una materia incandescente, sempre al centro di dibattiti e polemiche sociali.
<Femminile>, dunque, vuol dire <Singolare> nelle sue varie accezioni: singolare è l’impegno che una donna deve investire nella quotidianità, nella realtà domestica, nella realizzazione di una carriera… singolare è l’approccio con cui una donna si dedica a qualunque iniziativa… singolare è, a volte, la solitudine con cui una donna deve convivere per coronare le sue aspirazioni, ambizioni professionali, ideali esistenziali.
In una serie di incontri aperti al pubblico, Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, intervisterà, sul prestigioso palcoscenico intitolato a Luigi Squarzina del Teatro Stabile di Roma Teatro Argentina, alcune protagoniste del mondo dell’imprenditoria, della politica, dello spettacolo, della medicina, della scienza, del giornalismo, dello sport, per capire se la natura femminile sia stata davvero così stravolta o se invece sia possibile coniugare femminilità e mente, impegno lavorativo e famiglia, amore materno-coniugale e ambizione, cuore e ragione. Scoprendo, così, anche risvolti inediti, lati privati e nascosti dei personaggi famosi che, di volta in volta, si avvicenderanno sul palcoscenico.
La giornalista porrà le ospiti sotto il fuoco incrociato delle sue domande, con ottiche diverse: da una parte la realizzazione femminile il sentimento e dall’altra l’affermazione professionale.
Ma le domande verranno anche dal pubblico, cui sarà passato il microfono per interrogare le protagoniste in scena. E alla fine, da dietro le quinte, spunterà un uomo: un personaggio noto (politico, imprenditore, giornalista, attore, etc.) che, dopo aver ascoltato, in silenzio e nascosto, la discussione avvenuta in palcoscenico, avrà il compito di commentare, chiosare, riflettere, rintuzzare, controbattere e magari anche polemizzare con quanto è stato affermato fino a quel momento. Perché le donne… devono sempre confrontarsi con gli uomini.
Il primo appuntamento sarà il 25 gennaio alle ore 18 al Teatro Argentina con Cristina Comencini, scrittrice e regista.
Abbiamo rivolto alcune domande a Emilia Costantini su questi interessanti incontri.
Cosa ti ha spinto a organizzare <FEMMINILE SINGOLARE>?
Perché noi donne, che siamo certamente destinate ad avere un ruolo sempre più incisivo nella società, dobbiamo comunque interrogarci sugli innumerevoli problemi che ci troviamo a dover affrontare ogni giorno, sia sul piano professionale, sia su quello privato.
Dopo la scrittrice e regista Comencini, chi intervisterai?
La rassegna andrà avanti fino a maggio. Gli appuntamenti saranno mensili, perché il mio principale lavoro, che è quello di giornalista al Corriere, non mi consente di poter realizzare una serie con cadenze più ristrette. Ho un lungo elenco di donne, attrici, imprenditrici, giornaliste… ma per ora non posso anticipare il nome della prossima, perché devo ancora verificare date e disponibilità delle mie protagoniste che, ovviamente, sono tutte molto impegnate.
In che momento storico è il “femminile”?
In un momento cruciale a livello mondiale. Donne si nasce, ma si diventa anche, affermando quotidianamente la propria femminilità nelle diverse declinazioni e puntando prima di tutto al rispetto di se stesse. Insomma, basta con i compromessi: le donne non hanno bisogno degli uomini per affermare la loro personalità, l’intelligenza, la forza di volontà. Ma sempre e comunque devono confrontarsi con gli uomini, ad armi pari.
Mi hanno colpito molto le varie accezioni di singolare e in particolare che singolare, a volte, è la solitudine con cui una donna deve convivere per coronare le sue aspirazioni, ambizioni professionali, ideali esistenziali. È veramente e tristemente così?
Purtroppo, in certi casi, sì: basta guardarsi in giro, di donne sole ce ne sono parecchie. È lo scotto che alcune di noi debbono pagare, ma in fondo… non è poi tanto triste! Sempre più spesso la solitudine è una scelta consapevole. Inoltre non dimentichiamo che in giro non ci sono solo donne sole, ma pure tanti uomini soli: è un mondo sempre più affollato da single!
È ancora giusto mettere da una parte la realizzazione femminile il sentimento e dall’altra l’affermazione professionale? Le nuove generazioni di donne non vedono questa dicotomia: vogliono entrambe. Qual è il tuo pensiero?
Non è giusto per niente dividere la vita sentimentale da quella professionale! Ci mancherebbe altro! Non solo le nuove, ma anche le generazioni precedenti non condividono questa dicotomia. È la cultura maschile che, in passato, ha tentato di affermarla, ma ormai mi sembra che il problema sia abbondantemente superato.
Intervisterai donne… Ma Emilia Costantini che donna è?
È una delle tante che deve conciliare la sua femminilità con la singolarità. Sono una donna che, sin da piccola, è stata educata come individuo e non come una donna-individuo. Non ho mai neanche lontanamente pensato che la mia affermazione sociale dovesse dipendere dalla ricerca di un marito, di un buon partito, ma ho sempre creduto che dipendesse esclusivamente da me. Quindi prima lo studio, poi il lavoro e parallelamente la creazione di una mia famiglia, con marito e figli.
Sei mamma, moglie, figlia, giornalista, scrittrice… siete tante o una sola?
Questa è una bellissima domanda, cui è difficile rispondere in poche righe. Cercherò di dare una risposta breve, ma spero non banale: sono una sola, declinata in vari modi.
Negli ultimi anni hai pubblicato due romanzi: Tu dentro di me (Aliberti 2009) e Oltre lo specchio (Aliberti 2010) che sono andati entrambi più volte in ristampa. Quanto e cosa ti sta dando la tua esperienza di scrittrice di successo?
La consapevolezza che bisogna sempre migliorare, perché ad ogni traguardo raggiunto ce n’è un altro più lontano da raggiungere: fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.
[...] il successo del primo incontro, torna <Femminile Singolare>, la rassegna ideata e condotta da Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera [...]